lunedì 23 dicembre 2013

A Natale regalo libri! (Anche alle nipoti, sì)

Probabilmente per questo viziaccio qualcuno mi odierà. Altri -dopo anni di tentativi, perché 'prima o poi troverò un libro che lo/la incuriosisce'- non riceveranno regali se non i soliti calzini con le renne o mutande con Babbo Natale (non l'hai voluto il libro? Beccati il regalo orribile dell'anno!).

Su questo punto resto ferma. A Natale più libri per tutti.

E così gli unici regali fatti sono, appunto, libri: uno per la poliglotta di quasi quattro anni, uno per la nana di 9 mesi (quella del battesimo da delirio), uno per qualcuno. Capita anche questo, a volte mi piace un libro, lo compro e poi non so a chi regalarlo. E così aspetto l'ispirazione. Credo che questo sia il libro giusto per mio padre:

Regalo di Natale, Maurizio de Giovanni, Alicia Giménez-Bartlett, Bill James, Marco Malvaldi, Antonio Manzini, Francesco Recami, Sellerio editore Palermo (purtroppo non riesco a trovare i traduttori, ma appena li scovo saranno citati).

In assoluto il regalo più bello:

Storia di Goccia e Fiocco, Pierdomenico Baccalario e Alessandro Gatti, Editrice il Castoro. La scheda sul sito non rende giustizia a questo capolavoro di poesia e dolcezza, davvero invito tutti voi grandi e piccini a cercarlo in libreria per sfogliarlo. Sono parole che scaldano il cuore, le illustrazioni sono curate, insomma: una chicca. Non sono brava a recensire i libri che mi sono piaciuti particolarmente, ho paura che le mie parole tolgano quel qualcosa che li ha resi così affascinanti nella mia testa. Quindi accettate il mio consiglio e scrivete voi una bella recensione! ;-)





venerdì 6 dicembre 2013

Ancora foto e ancora bambini matti

Altro gruppo di bambini di origine cinese, 7-8-9 anni.
Parliamo sempre di famiglia. Stavolta ho tolto le foto osé, così sono tutta tranquilla.

Eric prende la foto del matrimonio dei miei genitori e urla:

HAI ANCHE LA FOTO DI BABBO E MAMMA BOCCA BOCCA?

(Risata generale, anche mia)

Ma non contento continua:
IO HO UNA FIDANZATA, TE

Sofia risponde
MA SEI TROPPO PICCOLO PER LA MAESTRA!

ALLORA LEI FA MAMMA DI ME!

Torno a casa con un figlio/fidanzato, di 8 anni, madrelingua cinese.
Che voglio di più?
;-)

giovedì 5 dicembre 2013

Come NON cominciare una lezione di italiano sulla famiglia (almeno non con i bambini)

Stamattina vado tutta contenta alla scuola in cui ho 100 ore di italiano L2 con i bambini e i ragazzi cinesi. Ho preparato una lezione molto carina per parlare della famiglia. Ho trovato un buon incipit in questa grammatica delle Edizioni Piagge e poi ho un'attività di comunicazione che ha sempre grande successo. 

Come faccio spesso, decido di partire da me, e così in una scatola metto un po' di foto mie e della mia famiglia.

Ho selezionato le foto un po' velocemente, stamani, mentre tentavo di evitare che la Sfigatta si nascondesse dietro al cassetto del mobile del salotto, dato che -da vera svampita come sono- me la sarei dimenticata là dietro e avrei chiuso con viulenza il suddetto cassetto, distruggendo la povera gatta.

E così raccolgo i vari bambini dalle classi, li metto nell'aula a nostra disposizione, apro la scatola e li lascio guardare le foto, chiedersi chi è chi... davvero un bel momento perché erano lì tutti incuriositi...

finché non esplode un AAAAAAAAAAAAAH

c'è una foto sexy di mia madre, ventenne, in mutande. 

Poi è stato davvero duro continuare!

mercoledì 4 dicembre 2013

Ritorno a scuola :-)

- Maestra, io mi piace taaaanto buon-Natale!
- Anche io maestra!!!

Stella e Kayo, 6/7 anni, cinesi

Bizzarrità

Sono alla fiaccolata organizzata dalla comunità cinese.

La sensazione è indescrivibile, ci sono centinaia di persone, quasi tutti sono cinesi. C'è un ragazzo nero e una cinquantina di italiani. Siamo tutti davanti al magazzino. Ci sono così tante persone che non vedo niente, qualcuno si sente male, lo soccorrono. Arrivano a decine, con fiori bianchi e rossi, e dei ceri. Mi metto da una parte, mi sento quasi a disagio. Sembra di essere di troppo. 
Poi mi accorgo che non è così. Mi accorgo che ci devo essere. Incontro perfino alcuni dei miei ex studenti. Sono felici di vedermi. Una mi prende per mano, mi dà un mazzo di fiori gialli che erano stati messi a disposizione di tutti da un lato, e mi butta tra la folla.
Ci facciamo strada e arriviamo davanti alla porta della fabbrica.
Una ragazza piange disperatamente.
Guardo in alto e vedo i vetri frantumati. Li aveva rotti una delle vittime per cercare di scappare, non ci è riuscito perché le sbarre glielo impedivano. Anche lui è morto carbonizzato.
L'odore è ancora forte e mi prende lo stomaco. Non riesco a non piangere.
Come si può morire così?
Lascio i miei fiori davanti alle 7 foto. C'è un cartello che dice 'Il dolore non ha colore'. L'unica cosa di umano che ho letto in questi giorni. Mi faccio strada tra un centinaio di candeline messe a formare un cuore. Dietro, di lato, il coro delle donne cinesi continua a cantare un lamento.
Torno verso l'esterno. Sono infastidita dalle telecamere e dagli italiani che vogliono farsi intervistare. 
Mi chiedo cosa trovino da dire. Si è già detto tutto e niente.

Ripenso alle altre tragedie sul lavoro. E ancora una volta mi offendo, perché qui, a Prato, i giornalisti hanno fermato i parenti delle vittime, chiedendo a qualcuno di 'tradurre', così, come se parlare di questo davanti a una telecamera fosse una cosa da niente. Come se questa donna non avesse diritti, perché non ha voce, non la nostra, e quindi è tutto lecito pur di vendere un servizio. Gli stessi diritti linguistici negati quando le maestre obbligano i genitori a parlare italiano ai propri figli, o l'interprete/mediatrice di turno è una ragazzina ventenne che studia per diventare erborista, ma intanto si guadagna la vita così. 

E mentre esco per tornare alla macchina, non riesco a smettere di chiedermi quante persone ancora, lì intorno, a 4 minuti dal mio caldo appartamento, sono in queste condizioni. E quando vivremo in un mondo più umano.

lunedì 2 dicembre 2013

Due parole a proposito

Sì, due parole su quanto è successo perché MaryPoppins, la sottoscritta, in QUELLA città ci abita. Lì dove 7 persone sono bruciate vive mentre dormivano. Dove c'è un mondo parallelo, che da anni va avanti, da molto prima che arrivassero i cinesi. In quella città ingrata, ipocrita, attaccata al quattrino e disumana.

Sono due giorni che ascolto. Sono frastornata da tante parole senza senso e palesemente vuote.

Domani vado a portare un fiore. 

Vorrei scrivere una valanga di cose, ma non riesco a organizzare le idee. Penso ai miei studenti. Penso ai bambini cinesi a cui domani dovrò fare lezione. Penso che potevano esserci loro lì dentro. E non so più che dire.


domenica 10 novembre 2013

Ancora post su FB

Domenica pomeriggio, sono piena di compiti per il TEFL-course che sto frequentando, La formica scalza decide di lanciare domande cosmiche sul suo blog (eccolo qui), la Sfigatta -che è anche a dieta- scorrazza per il salotto attentando alla mia vita. Mi concedo una pausa per leggere le novità nei vari gruppi di Facebook che offrono pseudolavori ai laureati in lettere/lingue e simili.

Ed ecco.

Utente anonimo: concorso per traduttori di libri per bambini (cercano sia spagnolo che portoghese) :http://www.bolognachildrensbookfair.com/centro-traduttori/in-altre-parole/1081.html
Per prima cosa Mary Poppins legge il regolamento, nemmeno lungo, che consta di 11 punti. La voce "Requisiti" è la numero 4 e recita:

4 - REQUISITI

Il concorso è aperto ai candidati che siano in possesso dei seguenti requisiti:
1) essere di madrelingua ITALIANA
2) essere nati dopo il 1° gennaio l977 e aver compiuto 18 anni
3) Avere pubblicato al massimo 1 traduzione letteraria (di narrativa per ragazzi o adulti o di saggistica)

Seriamente, possono sorgere dubbi da questi 3 punti?

Al post in questione segue questa esilarante discussione:
ANONIMO 1 C'è qualcuno che partecipa? ma dove trovare i testi da poter tradurre??

ANONIMO 2 Dalla pagina: " il modulo di iscrizione verrà pubblicato il 6 dicembre assieme alle prove di traduzione."

ANONIMO 3 Scusa Anonimo 2, dov'è scritta quest'informazione? non la vedo! thanks 

ANONIMO 2 Dove c'è regolamento in rosa, stessa riga...nella pagina che si apre cliccando il link!

ANONIMO 4 grazie 

ANONIMO 5 Ma bisogna necessariamente aver pubblicato una traduzione?

ANONIMO 6 (IDOLO) Ragazzi, ma non potete leggere il regolamento che c'è scritto nel link? (Non è neanche una cosa lunghissima!)

ANONIMO 7 Io l'ho letto e c'è scritto che bisogna aver pubblicato al massimo una traduzione letteraria! Non mi sembra un reato non aver capito bene una cosa, o sbaglio?

ANONIMO 7 Scusa ma io non avevo neanche visto chi l'aveva pubblicato, ho semplicemente fatto una domanda in generale!

ANONIMO 7 Senti a me interessa la notizia, non chi la scrive!

ANONIMO 7 Ma stai esaurita?
(deduco che siano spariti dei post in mezzo)
ANONIMO 3 Cmq credo proprio sia il contrario, "al massimo un traduzione", vuol dire che chi ne ha pubblicate di più non può partecipare, chi invece non ha mai pubblicato o ne ha tradotto solo una va bene. Almeno così ho capito io! Dato che poi il concorso è per traduttori alle prime armi, credo sia coerente con il tutto. Sempre secondo me  Per quanto riguarda poi, lo scrivere o meno sotto questo post, ti dirò che tutti fanno così in questo gruppo ed è una cosa normale. I link che si pubblicano vanno commentati e sono commentati da tutti.

CANONIMO 3 Puoi rispondermi anche in privato cmq, o se vi va creiamo un altro link. Basta che non cominciamo polemiche sterili perché non è il caso, thanks 

ANONIMO 8i Quindi se ho capito bene posso partecipare anche se non ho pubblicato nulla?

MARY POPPINS La sezione requisiti è lunga 4 righe... ce la possiamo fare a leggerla e a capirla dai! Coraggio!!!

Sì, sono una stronza, e mi sono anche contenuta.
Vorrei sapere come possono pensare di tradurre un testo intero, se non riescono nemmeno a capire 4 righe di un regolamento.

lunedì 4 novembre 2013

La historia de un amor

Es la historia de un amor como no hay otro igual 
Que me hizo comprender todo el bien, todo el mal 
Que le dio luz a mi vida 
Apagándola después 
Ay qué vida tan oscura 
Sin tu amor no viviré

Ieri di xxx anni fa una giovane ed emozionatissima Mary Poppins approdava, mammamunita, nella splendida Trieste. E subito trovò una sorpresa: San Giusto, patrono della città. Ovvero: tutto chiuso. La mamma, terrorizzata dai potenziali pericoli (alcol, droga e sesso sfrenato in primis) aveva pensato bene di riservare -a tradimento- una stanza dalle temibili suore. Ancora ricordo il buoi dei corridoi e la sensazione di solitudine e di spaesamento se risento certi odori. Dalle suore sono resistita 20 giorni. Ma di Trieste non me ne sono più liberata.

lunedì 28 ottobre 2013

Mai rubare il gatto della vicina

Sì, perché quel gatto potrebbe essere adorabile e la vicina, un po' meno adorabile, potrebbe essere la capa della cooperativa con cui vorresti lavorare...

Yeah!!!

Novità in casa di Mary Poppins

Un paio di mesi fa raccontavo la mia avventura con la Cleo, in sintesi: 

hotrovatounagattinacredevofosseabbandonatael'hopresa

L'avventura finì con la scoperta che la Cleo non era abbandonata stabilmente ma solo temporaneamente, dato che la sua padrona era in vacanza. Tristezza a palla, Pover'uomo che non vuole altri gatti sostenendo di essere allergico, Nonna F. che mi regala il flacone ALLERPET per il compleanno cercando di aiutarmi, MaryPoppins che decide di andare al gattile in data 18 settembre, giorno in cui avremmo avuto la risposta del test allergologico.

Quando il Pover'Uomo rientra a casa mi mette sotto il naso un foglio del dottore che, dopo aver elencato le allergie da gravissime a leggere (gatto leggero, polline gravissimo... mai sentito il Pover'Uomo lamentarsi a primavera), scrive a caratteri cubitali:
ASSOLUTAMENTE SCONSIGLIATO INTRODURRE UN GATTO IN CASA.

MaryPoppins si sente abbastanza presa per il culo e indaga. Chiama gli zii dottori che sdrammatizzano (pur non approvando il gatto perché è una rottura, secondo loro) dicendo che oggi siamo allergici a tutto. Ma più che indagare (perché, diciamocelo, stavolta ho un po' fatto proprio come mi è parso) ho pensato alla Nonna Fatina, che avrebbe messo un bel broncio e, alla fine, avrebbe ottenuto quello che voleva. Così, tutta triste ma piena di buona volontà, chiedo spiegazioni. E il Pover'Uomo confessa:

"Il dottore ha detto... che c'entra, se noi avessimo un figliolo e te morissi lo potrei prendere il gatto perché l'allergia è leggerissima e probabilmente non avrei alcun sintomo"

Non ho contato nemmeno fino a 2 e sono ESPLOSA! 

E così è arrivata la SFIGATTA, che in un mese e un po' ha avuto tutti i mali del mondo.



mercoledì 9 ottobre 2013

Mary Poppins sta tornando...

Urca, un mese e 2 giorni di assenza!

Sappiate che vi ho letto quasi regolarmente, ma il vortice traduzioni-lezioni-gatto-beghe mi ha completamente risucchiato ogni energia.

Quindi, presto vi aggiornerò!
Per ora abbracci e baci!

sabato 7 settembre 2013

La poltrona vuota

Rimane ancora nel salotto, con sopra il cuscino bianco. Sembra che ti stia aspettando. Sembra che tra pochi minuti entrerai, lentamente, nella stanza, e ti siederai lì. Io ti starò accanto e parleremo. Forse sfoglieremo uno di quei giornali stupidi. Ti sconvolgerai di tutte quelle minigonne e io riderò dicendoti che ormai siamo nel 21. millennio. Non ricorderai chi sono, o forse sì. Ti riempirò di baci e tu mi accarezzerai e vorrai farti accarezzare. Berrai l'acqua, ma solo se sarò io a porti il bicchiere. Poi sarà l'ora di andarmene, dovrò salutarti con quell'angoscia nel cuore, l'angoscia di non sapere se ti vedrò ancora. 
Ma è suonato il telefono. Un soffio di voce, mia madre che piange e dice che non ci sei più. Il dolore, urlo, mi è caduto il mondo addosso. Nessuno lo può capire quel legame, quel filo strettissimo che mi unisce a te dalla nascita. Non è la prima volta che qualcuno se ne va. Dentro il frastuono, fuori è solo silenzio. Mi vesto meravigliandomi di riuscirci e prendo la macchina. Arrivo a casa e sei lì, nel tuo letto. Le vicine ti hanno legato i piedi con un foulard nero. Lo vedo e mi sembra così stonato su quel letto bianco. Sei lì, ma è solo il tuo corpo. Non ce la faccio, vorrei essere gentile e chiedere di lasciarmi un attimo sola con te, invece la mia voce non esce, è così faticoso, diventa quasi un urlo. Ti tocco. Sei fredda e sorridi. Penso ai tuoi occhi neri e vispi. Alle tue battute, alla tua voglia di vivere. Penso a tutto quello che mi hai insegnato e a tutto quello che avrei voluto imparare ancora. Dove sei? Ecco il giorno del funerale. Ti riportiamo a casa, dove c'è tuo marito e il tuo bambino, quel figlio maschio che avevi aspettato tanto e che ti è stato portato via subito. Vedo sistemare la tua bara nel loculo. Per giorni non faccio altro che chiedermi se non abbia freddo anche tu, lì dentro.
Mi manchi ogni giorno, Fatina.

giovedì 29 agosto 2013

Il compleanno

Ormai 28 anni e due giorni fa mia mamma si recava, per l'ennesima volta, in un piccolo ospedale sulle Apuane per espellermi a forza. Sì, perché con la grande tecnologia dell'epoca io sarei dovuta nascere il 6 agosto (compleanno di mia nonna F.) e invece dopo 21 giorni ancora non ne volevo sapere.

Nel frattempo mio nonno T. si era rotto il femore cadendo rovinosamente dalla bicicletta e tutta la spiaggia (all'epoca i nonni affittavano una casa al mare per l'estate) si divertiva ogni mattina salutando mia mamma che andava a farsi controllare in ospedale e puntualmente ritornava indietro con la pancia ancora più immensa. 

Quel giorno, alle 14, sono arrivata! :-) La mia mega famiglia era tutta lì, erano così felici ed affamati che, dopo avermi vista, andarono a pranzo, dimenticandosi di mia madre, digiuna da un giorno e mezzo. Le mie zie dovevano fare le dogsitter e il dog scappò. Al passo serale fecero quasi scoppiare una rissa tra parenti perché affermavano che io ero la più bella e gli altri tutti brutti. Insomma, niente di nuovo, è la mia famiglia.

Da allora, essendo il 27 agosto un giorno un po' scomodo per festeggiare con gli amici, la mia festa è a casa. A pranzo scelgo il menù che prevede da tempi immemori la pasta alla polpa di granchio (surimi eh, mica roba seria) e patatine fritte. Per la cena ci sono varianti della pizza: pizza da asporto in Umbria, pizzata con gli amici umbri in giardino (questo quando ero una teenager) e, da qualche anno, pizzata ad opera del Pover'Uomo con tutta la famiglia. L'ultima volta che c'era la Fatina me la fecero perfino ubriacare.

E così ho impastato e il Pover'Uomo ha infornato per tutti. Ma questo è il lieto fine. Perché l'inizio è stato tragico.

Arrivo alla stazione venerdì sera, sognando pace (amore, gioia infinita) e tranquillità per qualche giorno. Sono sola, il Pover'Uomo arriverà domenica. Vengono a recuperarmi e appena arrivo ecco mia mamma in lacrime.

- Fumiamoci una sigaretta!
- Ok mamma. Che succede?
- Eh, che NON succede! Zia G. [sorella di nonna F. e vicina di casa] accusa me o tuo padre di aver volontariamente ucciso la sua pianta.


- Ma dai, stiamo scherzando!
- No, ha perfino detto che porterà le foglie ad analizzare. 

MaryPoppins, nata da due killer di piante. 
Ora, detto così sembra veramente una cosa da morire dal ridere, ma è stata una tragedia stile Battesimo della Mininipote di solo un mese fa. Mia zia G. che chiama al rapporto tutto il paese (che normalmente odia) per sparlare della mia povera famiglia. Ovviamente è una storia lunga anni, la pianta che "rampica" sulla facciata del nostro bagno impedendo anche di aprire le finestre.

Non ci resta che aspettare i RIS.

Buon compleanno a me, che da zia svampita quale sono, ho fatto (involontariamente, giuro!) leccare la boccia di spumante alla nipote di appena 5 mesi.

Che dire? Tutta sua zia!!!

venerdì 23 agosto 2013

Ancora sui gatti e sugli ingegneri

Giustamente tutte voi care amiche virtuali mi dite che è l'ora di adottare un bel gattino. Sono d'accordo. MA...
Non dovete dimenticare che io vivo con il Pover'Uom-Ingegnere afflitto da numerose fissazioni. Dopo la morte della sua gatta, avvenuta circa 22 anni fa quando lui aveva più o meno 8 anni, il soggetto è convinto di essere allergico ai gatti. E sapete perché? Perché quando ci gioca e lo graffiano gli si arrossa la pelle graffiata. Sostiene anche di avere bruciore agli occhi. 

Ora, non ci vuole un genio per capire che tutti i graffi arrossano la pelle. Per il bruciore agli occhi... mah. Io sono piuttosto convinta che sia una scusa per non rischiare di stare male.

Poi è arrivata la Cleo, e abbiamo scoperto che sì, sotto sotto c'è un cuore nel Pover'Uomo!!! (Cattiva, io lo so che c'è un cuore grande, diciamo che reprime un po' troppo i suoi sentimenti). Insomma, è stato lui a dire "Via, prendila e portiamola su".

Gioia infinita! Davvero, mi sono sentita felice come una bambina che ha ricevuto un regalo meraviglioso! Non solo il gatto, ma essere d'accordo... quello sì che è un regalo!

La Cleo ha giocato un pomeriggio intero con lui, senza causargli il minimo problema. La scusa: ci sono le finestre aperte. Poi si è messa sul suo collo stile sciarpa mentre lui bradipava sul divano. Anche lì nessun sintomo. Ha dormito con noi, tutto bene.

Ma ora che la gattina non c'è già più è ritornata l'allergia... 

Quindi. Ehm. Qualcuno può venire ad abbandonare una gattina o un gattino sotto casa mia a comando?
Potrebbe essere mercoledì tra le 7 e le 8 di mattina oppure dopo le 17. Possibilmente in una cesta con tanto di lettera di abbandono, così è evidente che non è di nessuno!

Sono perfida? No, progetto la sopravvivenza.

P.S. ho comunque scritto un biglietto alla vicina dicendole che, se per qualche motivo non potesse più occuparsi della Cleo, lo farei io molto volentieri... mi dispiace troppo lasciarla con questa stronza! Pensate che è chiusa in casa da martedì sera. Da sola. Povera piccina :(

giovedì 22 agosto 2013

Una curiosità

Si è capito che né io né il Pover'Uomo siamo le persone più romantiche del mondo ma...

...anche voi riempite di foto il vostro profilo FB che vi ritraggono con il vostro marito fidanzato/compagno/flirt in tutte le posizioni da pomiciate, corredate da miliardi di cuoricini e frasi trash ops romantiche?

Rivolgo la stessa domanda agli ipotetici lettori maschi!

Praticamente apro FB e trovo lingue dovunque!

Ma per favore, fa caldo, sto traducendo e mi manca la Cleo, un po' di rispetto su!!!


mercoledì 21 agosto 2013

Sigh!

Solo ieri scrivevo tutta felice e ora sono qui mogia mogia...

Ho trovato la padrona di Cleo. O meglio, il fratello della padrona. Questa stronza se n'è andata per due settimane e ha mollato la gattina di 4 mesi da sola, tra l'altro con la geniale idea di lasciare la porta aperta per farla andare in giardino.

L'ho trovata la mattina sulla finestra delle scale che non riusciva a scendere, così l'ho rimessa proprio vicino al giardino della Stronzapadrona per capire se fosse quella la sua casa. Niente, molte ore dopo, alle 2 del pomeriggio, la gattina era ancora lì a spasso, per di più nel giardino disabitato. Ho pensato che l'avessero abbandonata. Ho aspettato ancora, ho guardato dalla finestra per vedere se c'erano ciotole da gatti in giro per i giardini vicini, ho suonato il campanello ai vicini cinesi e niente, la gattina non era di nessuno. Così il Pover'Uomo si è intenerito e mi ha detto di portarla in casa. Ho la sensazione di aver voluto più bene io a questa gatta in una giornata della sua padrona in tutti questi mesi.

La veterinaria che l'ha visitata (per fortuna non ci ha fatto pagare) ha detto che ha circa 4 mesi. Cioè questa stronza (sì, voglio ribadire il concetto!) l'ha appena presa e già non la considera! Ma che lo prendi a fare un animale allora? Vi assicuro che non sono assolutamente "animalofila", però questa cosa mi ha proprio colpito.

Ieri il Pover'Uomo era al supermercato a comprare lettiera e tiraunghie per la Cleo e ha trovato il nostro vicino Psyco (il dirimpettaio che mette telecamere dappertutto e sa tutto di tutti). Mi ha fatto tanta rabbia perché questo vicino ci gode a metterti in difficoltà e non vedeva l'ora di dirci che il gatto era di quella del piano terra. Ci siamo rimasti malissimo. Ero già in lacrime e continuavo a dire al Pover'Uomo "La Cleo è mia!" e lui "Non si può rubare il gatto alla vicina dai", quando ho visto un ragazzo sconosciuto entrare nel portone e ho pensato che poteva essere lì per cercare Cleo. Gli ho suonato e sì, era la gatta della sorella che se la sta spassando chissà dove.

"Sai, mia sorella è poco che ha il gatto, ancora non è abituata".

No, tua sorella è una ----- (fill in the gaps) e te un povero cretino che vieni a pararle il culo!

Sono triste, stanotte mi sembrava di sentirla saltellare su e giù dal letto.

E pensare che credevo che per una volta avevo ricevuto un regalo di compleanno azzeccato dal destino!




martedì 20 agosto 2013

E da ieri...

... abbiamo Cleo!


Non le piacciono molto i croccantini, in compenso adora salire sul piano della cucina mentre preparo da mangiare (cosa che, per fortuna, non faccio quasi mai). Le piace mordere i piedi del Pover'Uomo e dormire sul mio cuscino (grrr...). Si spenzola dal davanzale del terrazzo e si è arrampicata già quasi dappertutto (in meno di 24h di vita in casa nostra). È fermamente convinta di vivere con altri milioni di gatti che nient'altro sono se non la sua immagine riflessa nei mobili laccati di casa nostra.

Il saluto di Cleo che è appena montata sulla tastiera del mio portatile:
vgffffffffgtttttttttttttttttttttttttttttttttttfrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr

MaryPoppins è felice!

Ma sento dei rumori... ehm...

giovedì 15 agosto 2013

Cronaca e libri di mezza estate

Finalmente sono connessa. Connessa e senza traduzioni improbabili da consegnare. La prossima scadenza è vicina, ma non così troppo da impedirmi di fare cucù nella mia casetta virtuale.

Sono di ritorno dalle vacanze, se così possiamo chiamare il trascinare un fidanzato divano-amante in giro per l'Italia/Europa.
Dopo una settimana qui

a fare da accompagnatrice al Pover'Uomo in convegno, sono tornata nella bollente e triste città toscana in cui risiedo per ripartire, qualche giorno dopo, per l'Umbria, dove avrei voluto solo giocare in pace con la MiniNipote ma mi attendeva una consegna allucinante che, sommata all'assenza di internet e al babysitteraggio forzato (non solo della MiniNipote, ma anche di mamma e nonna), mi ha decisamente distrutto.

Ecco una manina e i piedonzoli della MiniNipote che è DOLCISSIMA! Così dolce da aver intenerito perfino mio padre e il Pover'Uomo!

Sono poi partita con il Pover'Uomo per quattro giorni di mare a caso. Adoro andare a caso ma NON con lui! Infatti, l'ingegnere programmatore soffre la mancanza di certezze/punti di riferimento, il suo concetto di girovagare è riassumibile nel "trovare il primo campeggio e fermarsi", tanto da volermi portare in un campeggio a 1 stella, vicino alla centrale ENEL di Montalto di Castro (tristezza assoluta) con una spiaggetta di 5m. Per un momento ho tentato di vedere il lato positivo ma, non trovandolo, l'ho fatto ripartire immediatamente. Così siamo stati a Capalbio/Isola del Giglio/Giannutri/Talamone (nella foto sotto).

Ieri sera siamo tornati, ustionati e incazzosi (smontare la tenda stressa disumanamente gli ingegneri), e oggi partiamo per un fine settimana sull'Appenino Tosco-Emiliano a casa dei genitori del Pover'Uomo. Non è poetico come sembra, ve lo garantisco. Come entriamo in quella casa, la mia dolce-ma-non-troppo-metà si trasforma in un bradipo (ancor più del normale) e mi abbandona. Inoltre questo mini-paese, che d'inverno è disabitato, conterà al massimo 80 anime (tutte over 60) che non fanno altro che mangiare e giocare a ramino.  Non si possono fare lunghe passeggiate causa presenza di miliardi di zecche. Lato positivo: leggerò tanto! 

Ecco cosa ho letto per ora in questo breve mesetto:

(interessante per gli insegnanti di italiano L2 dato che è un esempio di letteratura migrante; per chi non ha idea di cosa stia blaterando: Amara Lakhous ha scelto di scrivere in italiano pur essendo di madrelingua araba, il che lo rende quantomeno originale).

Tradotto da Alberto Bracci Testasecca per le Edizioni E/O, non ho capito se mi è piaciuto o meno. Qualcuno l'ha letto? Mi ha intrigato ma diciamo che la fine mi ha un po' delusa.

Ieri ho iniziato questo libro (tradotto dal tedesco da Monica Pesetti, titolo originale: Das Lächeln der Frauen) e devo ammettere che si legge davvero bene, tanto da averlo praticamente già finito. 

Non ho scelto titoli impegnativi, purtroppo non ho il tempo né la testa per leggere autori più... autorevoli! D'altronde sono una lettrice accanita, quando un libro mi prende non riesco a smettere, sono tremenda... dimentico fidanzato, cene, amici. Insomma, devo controllarmi davvero!

Nei prossimi giorni: 
L'ho iniziato da tempo e ho dovuto interromperlo causa troppo lavoro. In genere mi piace Marcela ma mi angoscia abbastanza. 

E, sperando di avere tempo, vorrei iniziare questo libro che mi ha regalato la mamma della Vichinga Scatenata (la nipote tre-enne). La copertina non mi ispira moltissimo. Ma l'ultima frase è abbastanza poetica e mi incoraggia. 

Sì, ho il vizio di leggere SEMPRE l'ultima frase di un libro prima di iniziarlo.

E voi che leggete?

venerdì 2 agosto 2013

Fatou

- Ciao Fatou, come stai?
- Bene bene MaryP, fa molto caldo!
- E com'è andata l'ecografia? Quando è la prossima?
- Ehm c'è scritto... (apre una cartellina che contiene tutte le indicazioni sulla gravidanza) Prossima ecogràfia 18 settembre.
- Ok! Senti, hai più visto Nawa? (la compagna di banco di Fatou al corso di italiano)
- Sì, lei domani viene qui alle sei, forse! 
- Oh che bello, salutamela tanto! Ma le hai detto del bambino?
- Sì! Lei detto "Che bello, quando festa per bambino io mangiare tanto riso senegalese" ma io ho detto "Nawa, tu devi PREGARE per me, no pensare al riso!"
- Ahah dai Fatou, andrà tutto benissimo vedrai! Arriverà un bambino stupendo!
- Bambina, bambina MaryP.
- Ok, bambina
- Io voglio femmina!!

Fatou, che finalmente riesce a esprimere i suoi sentimenti in italiano.
L'ho vista piangere tante volte e dire "Non ho bocca ma capito tutto! No posso parlare". Finalmente parla. Io non ho fatto niente se non tirare fuori quello che già sapeva, ma è una gioia grandissima.
Fatou, che quest'anno ha affrontato la tragedia di avere il marito disoccupato e di uno sfratto esecutivo.
Fatou, che si è ritrovata con solo un pannolone per il suo bambino, ma che per orgoglio non lo diceva a nessuno.
Fatou, che ogni volta mi invita a pranzo e poi anche a cena, perché oggi c'è da mangiare e domani chissà.

giovedì 1 agosto 2013

Dell'amore e delle minestre riscaldate (parte 1)

Leggendo questo post mi è venuta l'ispirazione. In realtà è da sabato che mi prudono le mani dalla voglia di:

a) fare a cazzotti (io che non l'ho MAI fatto e che sono per la non-violenza)
b) scrivere quanto è successo

Vada per la b).

C'era una volta una giovanissima MaryPoppins e un giovane Pover'Uomo che all'epoca era alto e secco in modo impressionante. Il Pover'Uomo si era preso una bella cotta per MaryPoppins e, dopo mesi di silenzio, si decise a chiederle di uscire alle 14 di un pomeriggio di luglio (già quello avrebbe dovuto farle capire taaante cose!). Insomma, tra un "niente..." e un "ehm" confessò il suo amore per Mary che, lusingata, se lo limonò allegramente.

Eravamo piccoli! Niente di romantico, insomma.

Così cominciò la prima parte della love story, la tipica storia da adolescenti. Dopo un po', MaryPoppins decise di fare festa. Da vera adolescente si era rotta di stare sempre con il solito Pover'Uomo. Tuttavia non fu così semplice come credeva. Pur avendo mille storielle e mille flirt, il Pover'Uomo continuava a essere lì nella sua testa. Perché? 

No, tranquilli. Non è la storia super-romantica in cui lui la tormenta di messaggi e regali. Il Pover'Uomo si faceva i fatti suoi come Mary, però riappariva settimanalmente.

Poi venne l'università. MaryPoppins andò al nord, molto al nord. Il Pover'Uomo la chiamava tutti i venerdì quando pensava che Mary fosse di nuovo in città.

- Si va al cinema?
- Vieni a studiare con me?
(un grande baccagliatore, il Pover'Uomo...)
E così via.

Ci fu un riavvicinamento, poi arrivò l'Erasmus. MaryPoppins era risolutissima, mai più Pover'Uomo, basta. Partì per la Germania e un mese dopo arrivò la visita con annessa richiesta di stare insieme ufficialmente. Seguirono due anni bellissimi, poi arrivò il dilemma.

Dottorato? Dottorato all'estero? Fare il pizzaiolo al nord dove MaryPoppins studiava allegramente?

La saggia Mary non chiese niente, sapendo quanto fosse duro scegliere. Garantì il suo totale appoggio, ma arrivò la fatale promessa.

- Voglio venire a vivere con te a Trieste!

Bello. Un sogno. Poi la bastonata. Il Pover'Uomo, temendo l'incazzatura furiosa di MaryPoppins, non disse fino a scelta avvenuta che avrebbe accettato il dottorato a Firenze.

Seguì la grande e poderosa incazzatura prevista di Mary con annesso sfanculaggio.

Il Pover'Uomo sembrava aver capito e promise ancora:

- Verrò a trovarti tutti i fine settimana! Te lo prometto!

Ma se c'era una cosa che MaryPoppins aveva imparato negli anni di lontananza e di solitudine (quella bella che ti fa crescere, che ti fa scoprire come sei) era che aveva bisogno di tempo per andare oltre. Tutto l'amore che provava c'era, ma la rabbia era troppa, la delusione, la sensazione di non essere abbastanza erano difficili da nascondere. Voleva solo urlargli al telefono quanto fosse stato stronzo e immaturo. Un po' lo fece anche, eh. E passarono mesi. Mesi in cui cercavamo di trovare un punto di incontro. Mesi in cui Mary cercava di capire che cosa avrebbe potuto fare una volta finito di studiare, visto che era una brillante studentessa all'ultimo anno.

MaryPoppins, in silenzio, aveva deciso. Un fine settimana in Germania con i vecchi amici e poi qualche giorno a casa, voleva vedere il Pover'Uomo. Era pronta. Lei sì. Invece arrivò l'altra. Ma questa è la parte 2. La parte che inaugura una fase completamente diversa della vita di MaryPoppins, il ritorno.

Questa parte 2 non è ancora finita. Non si sa come finirà. Ora c'è una persona diversa, una MaryPoppins più consapevole, disillusa, che aspetta di capirsi.

Ma è ottimista
:-)



sabato 27 luglio 2013

Domande

Alcuni giorni mi chiedo se non sia nel posto sbagliato.
Se la parte di me che vede del buono in tutto e in tutti non mi abbia esageratamente preso per il culo.

Giorni in cui è in discussione ogni dura scelta degli ultimi anni.

A volte ho come la sensazione di restare ferma più che pigrizia che per voglia.




(...)
Guardo la notte attraverso le sbarre
e malgrado tutti questi muri
che mi pesano sul petto
il mio cuore batte con la stella più lontana.
N. Hikmet

mercoledì 17 luglio 2013

Streptococchi e ingegneri / MaryPoppins e il tampone faringeo

Finalmente ho scoperto il perché del mio malessere degli ultimi giorni.
Non sono i postumi della riunione familiare né quelli di un anno "scolastico" davvero stressante. Incredibilmente non è nemmeno il convegno da ingegneri a cui parteciperà il Pover'uomo nei prossimi giorni (vorrei che foste tutti una zanzarina dentro alla mia casetta per vedere il livello di ansia raggiunto) ad avermi abbattuto così. 

Si tratta di una fastidiosissima infezione da streptococco, quella che ci veniva da bambini, ecco. Mal di gola lancinante, febbre alta che va e viene e MaryPoppins svampita che non ci ha fatto caso fino a ieri sera, quando inghiottire era impossibile e mi faceva venire le lacrime agli occhi. Così stamani sono andata al pronto soccorso pediatrico dove lavora una delle mie zie e, dopo il panico da "Purtroppo sarà mononucleosi" abbiamo capito che è un cattivissimo batterio.

Momento saliente: il tampone faringeo. Premetto che non mi ubriaco mai completamente per non vomitare. Ho la fobia di vomitare. Non mi sono mai messa un dito in gola, e anche farmi vedere la gola è un serio problema. Beh, non credevo però di SCOPPIARE A PIANGERE come una vera bambina durante il tampone faringeo. Sì, ridete pure, in realtà è stato dolorosissimo perché la gola era così arrossata che mi è perfino uscito del sangue. Povera piccola MaryP.!

Mi sono vergognata moltissimo, lo confesso nel mio angolo virtuale in cui nessuno (o quasi) conosce la mia vera identità. 

Adesso spero solo di riprendermi entro venerdì mattina per accompagnare il Pover'uomo-ingegnere al convegno di ingegnerità che si terrà in una bellissima capitale europea...

lunedì 15 luglio 2013

Riunioni di famiglia

Sono reduce da un fine settimana di delirio. Non per il lavoro (che, temo, ne risentirà abbastanza tra oggi e i prossimi giorni) ma per la mia famiglia. La gigantesca, caotica, adorabile ma talvolta ingombrante famiglia che mi ritrovo.

Un piccolo assaggio di cosa ho vissuto:

fiumi di parole, parenti, parenti sconosciuti, parenti di parenti, chili e chili di cibo, un cane di nome Otello e uno senza nome ma con un terribile vestitino, due nipotine adorabili e adorate, una nonna, un numero indefinito di zii e zie, tavoli da apparecchiare, sigarette di nascosto con la mamma, fiocchi rosa, tovaglie rosa, candele, candele e altre candele, cugini che non vedevo da anni, la Fatina e nonno T. sempre nei miei pensieri, una zia isterica, un cugino e una cugina da sostenere piscologicamente, amica che troieggia e nonna che la brontola, zia che se ne vuole andare, zia che non può andarsene in quanto nonna della festeggiata, MaryPoppins che vorrebbe i superpoteri ma deve accontentarsi del cellulare per salvare la festa e convincere la suddetta zia a rimanere, cugino che vuole scappare, MaryPoppins che deve impedire la fuga, nipotina festeggiata da coccolare, nipotina teutonica che mi chiama mamma, partite a carte, pigiama party con una 3-enne e una 3-mesenne, una casa in campagna, la casa della mia infanzia, il primo fidanzatino che si è ripassato anche tutte le mie cugine e non mi parla più inspiegabilmente (ma non per la prima volta), cugino che mi sfotte per il primo fidanzatino, Pover'uomo che ascolta il tutto arreso, una querce secolare, vecchietti che non ti riconoscono più, pesci di gomma con cui "cocare" con la 3-enne, una macchina gialla che mi riporta a casa, una valigia da fare e da disfare, un mal di testa che non mi abbandona!

mercoledì 10 luglio 2013

Ma stiamo scherzando?

Quand'è che un uomo smette di essere ironico e comincia a essere stronzo?
Qual è quella sottile linea che distingue le due essenze?

Appuntamento con il Pover'uomo in un negozio perché, dice, deve assolutamente comprarsi dei vestiti (dato che possiede 5 magliette e 1 paio di pantaloni). Sono chiamata al rapporto per fare sostegno morale, arrivo nel negozio e non c'è. Mi metto a dare un'occhiata in qua e in là (prezzi assurdi, anche per la mia compulsività!). Entra il Pover'uomo (di cattivo umore ma non per colpa mia), si avvicina a me e invece di dirmi CIAO mi mette una mano sulla pancetta!

Ma io non sono grassa ve lo giuro! Che c'entra, sono stata parecchio più magra ma dai, non sono grassa!

Insomma, l'ho mangiato con gli occhi, ho girato le mie leggiadre chiappe e me ne sono andata.

Oggi vorrei troppo essere super-single!

Una precisazione sulla traduzione

Care e cari,

tradurre non è sempre così poetico come sembra.
Anzi, non lo è quasi mai, almeno nel mio caso.

Nelle ultime due settimane ho spaziato da:
- Come installare una caldaia
- Offerte turistiche per la Sicilia
- Offerte promozionali per software per l'edilizia in legno

E ho rifiutato un incarico per la traduzione di paginate intere con sola nomenclatura e parti di qualche macchinario non meglio identificato. Condizioni di lavoro: file ricevuto il giovedì pomeriggio, prima parte da inviare entro il venerdì mattina (sì, entro il giorno dopo) e consegna finale il lunedì. Paga piuttosto buona, quello devo ammetterlo. 

Ecco, volevo solo precisarlo a tutti quelli che

a) pensano che tradurre non sia un lavoro
b) pensano che per tradurre basti saper un po' di qualsiasi lingua
c) pensano che i traduttori/le traduttrici vivano immersi in libri di letteratura

La c) penso sia il sogno di molti di noi, ma la realtà di pochi!

Però è esilarante tradurre cose che MAI avrei immaginato di leggere :-)
La presenza di un ingegnere in casa è di fondamentale importanza. Dovrei trovare un'amica avvocata. Perché anche sul legale, talvolta, è dura.

Nel frattempo coltivo il mio sogno nel cassetto di tradurre per l'editoria e mi sono lanciata nel vuoto, contattando direttamente un'autrice (che rimarrà top-secret per ovvi motivi). Non sperando in cenni di vita, ho mandato un'email davvero banale, alla quale ho ricevuto risposta 2 ore dopo! EMOZIONE (e vergogna per la banalità)!

Adesso non so cosa fare, ho deciso di prendere un paio di giorni di tempo prima di rispondere perché devo raccogliere le idee! 

martedì 9 luglio 2013

Studenti casi umani

A volte arrivano anche loro, che possiamo farci.
Normalmente li amo tutti e riesco a costruire rapporti bellissimi. Ma certe volte proprio non ce la faccio.
A metà maggio un conoscente mi chiede se sono disponibile a fare lezioni di italiano a un ragazzo cinese mio coetaneo, livello alto (B1). Ok, incontro M. e fissiamo per giugno. Accetto il prezzo da lui proposto e dopo due ore suona il telefono.

- Eeeeh pronto sono l'amico italiano di Marco, il ragazzo mi ha detto che lei gli insegnerà italiano?
(Premetto che queste chiamate da parte degli "amici di" mi fanno abbastanza imbestialire)
- Sì, esatto
- E che aveva intenzione di fare?
- Mah guardi ne abbiamo già parlato oggi. Lavoriamo sulla lingua in base alle sue richieste, mi ha chiesto di concentrarsi sulla lingua scritta perché vuole fare la maturità, anche se mi ha detto che è già in possesso della maturità in Cina, quindi potrebbe semplicemente iscriversi all'università sostenendo l'esame B2.
- Ah bene io lo seguo il ragazzo quindi mi dirà tutto. Ma il prezzo non è possibile ridurlo?
- Come?
- Sì, sai lui non lavora...
- Sì, lo so, ma le lezioni private purtroppo hanno un costo, e tra l'altro ho accettato la sua proposta.
- Ah vabbè ciao vai.

Ecco, io avevo già visto lungo.
Le lezioni con M. sono state un continuo interrogatorio.
Perché il congiuntivo? Perché il condizionale? Voglio fare i pronomi diretti. Ma perché qui non c'è l'imperfetto? Alt! Ho abbastanza esperienza per saperti guidare, caro M. Non puoi acquisire il congiuntivo prima di aver acquisito l'indicativo. Non ha senso venire due ore da me se poi i compiti te li fai fare dalla moglie del tuo amico. 

Insomma avevo pronosticato tempo massimo 3 settimane e infatti M. è sparito.
Ma ecco la parte incredibile.
Oggi gli scrivo per ricordargli che ha il dizionario cinese/italiano qui da me.

"Ciao M., come stai? Ho ancora il tuo dizionario! Fammi sapere quando posso restituirtelo. A presto!"
La risposta:
"un giorno verro da te per pigliarlo."

Ecco, ci starebbe un bel MA VAFFANCULO. Però sono per la non violenza e ispiro-respiro-penso ai miei studenti gentili e mi rimetto a tradurre.

P.S. Ho avuto anche lo studente che mi riteneva inferiore perché donna, ebbene sì. E anche gli studenti razzisti (italiani e non). Ma combatto con tutti, non temete!

lunedì 8 luglio 2013

Dubbi

Ormai sei mia

Riposa col tuo sonno nel mio sonno.

Amore, dolore, affanni, ora devono dormire.
Gira la notte sulle sue ruote invisibili
presso me sei pura come l'ambra addormentata.

Nessuna più, amore, dormirà con i miei sogni.

Andrai, andremo insieme per le acque del tempo.
Nessuna viaggerà per l'ombra con me,
solo tu, sempre viva, sempre sole, sempre luna.

Ormai le tue mani aprirono i pugni delicati

e lasciarono cadere dolci segni senza rotta,
i tuoi occhi si chiusero come due ali grige,

mentr'io seguo l'acqua che porti e che mi porta:

la notte, il mondo, il vento dipanano il loro destino,
e senza te ormai non sono che il tuo sogno solo.

Pablo Neruda



L'ha condivisa un amico che ha perso la sua fidanzata, anche lei mia amica, poche settimane fa.

Queste parole mi stringono il cuore. Li rivedo insieme, felici, sereni. Penso a quanto si sono amati, a come si sentirà lui ora. E non posso fare a meno di chiedermi se anche io sono amata così.

sabato 6 luglio 2013

Blogcompleanno!

Ebbene, oggi questo blog compie un anno!

Non l'avrei mai saputo se la mia cara Formica non me l'avesse ricordato pochi giorni fa.

E allora grazie a tutti voi che passate di qui. Mi piace questo piccolo mondo, mi piace leggere le vostre storie, i vostri commenti. Sì, grazie!

Mi raccomando, scrivete, scrivete, scrivete!
Buon fine settimana a tutti,

MaryPoppins

venerdì 5 luglio 2013

Messaggi non letti

Oggi ho riaperto per caso e dopo qualcosa come 4 anni il mio account di StudiVZ, una specie di Facebook per gli studenti tedeschi. 

Cimelio dell'Erasmus e dell'anno successivo, tentativo di restare in contatto con tutti gli altri neppure troppo fallito se considero che ancora progettiamo riunioni annuali (alle quali non posso mai andare, naturalmente).

Molto presto a StudiVZ preferimmo tutti Facebook. 

Beh, in bacheca trovo due messaggi non letti. Del mio grande amore, D. Un emerito coglione, se posso essere sincera almeno in questo mio angolino di mondo. Però io lo amavo in un modo inspiegabile.

No, non voglio prendere un aereo e scappare. Però mi ha fatto una certa impressione.

Uno era per il mio compleanno. L'altro invece risale a un mio breve ritorno in Germania, di cui lui era al corrente tramite amici comuni. Era un dolcissimo messaggio in cui mi diceva che voleva vedermi dopo il suo ultimo esame.

Che vi devo dire, è che vedo quella che sarei potuta essere e mi fa impressione.

Ma no, non lo rimpiango.
:-)

mercoledì 3 luglio 2013

Poli opposti si attraggono... ma poi??

L'unica cosa che accomuna me e il Poveruomo sono i capelli. Ricci e castani. 

Per tutto il resto sembriamo nati appositamente per pensare/fare il contrario dell'altro/a. E siccome il Poveruomo è un ingegnere ostinato, anche quando farebbe/direbbe come la sottoscritta, si sforza di fare l'esatto contrario, trovando una risposta matematica e logica alle sue azioni.

A volte è divertente, ma alla lunga è decisamente stancante. E allora mi chiedo, ma chi l'ha detta questa cosa dei poli opposti? E soprattutto, dopo che si sono attratti, che fanno?

Domani è il nostro anniversario, che ogni anno si trasforma in lotta dura. Nessuno dei due è molto romantico e quindi fondamentalmente non ci interessa questa data, però dispiace a tutti e due fingere di dimenticarsene e così anche domani andremo a cena fuori, stavolta ho vinto io, si va a Firenze (benedetti i genitori dei miei studenti che mi hanno regalato una Smartbox, sennò si andava al ristorante degli zii del Poveruomo) alle 22.30, mentre la mia dolce metà proponeva di andarci alle 19.30. Voi direte, vabbé poverino, che male c'è?

C'è MOLTO MALE! Perché il Poveruomo non vive, funziona, ed è programmato per fare UNA attività (dico UNA) al giorno, quindi se andiamo a cena fuori alle 19.30 non si può anche fare una passeggiata e/o bere qualcosa e/o fare festa dopo. Se ceniamo alle 19.30 significa che alle 21 riprendiamo la sua Supermacchina e ce ne torniamo a casa, capite? Per poi svenire sul divano guardando qualche orrido programma alla televisione.

Che io nemmeno la volevo la televisione. Bleah. 

E voi, avete un polo opposto al vostro fianco? Come sopravvivete?

giovedì 27 giugno 2013

I tuoi occhi

I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
che tu venga all’ospedale o in prigione
nei tuoi occhi porti sempre il sole.

I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
questa fine di maggio, dalle parti d’Antalya,
sono cosi, le spighe, di primo mattino;

i tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
quante volte hanno pianto davanti a me
son rimasti tutti nudi, i tuoi occhi,
nudi e immensi come gli occhi di un bimbo
ma non un giorno han perso il loro sole;

i tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
che s’illanguidiscano un poco, i tuoi occhi
gioiosi, immensamente intelligenti, perfetti:
allora saprò far echeggiare il mondo
del mio amore.

I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
Così sono d’autunno i castagneti di Bursa
le foglie dopo la pioggia
e in ogni stagione e ad ogni ora, Istanbul.

I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
verrà giorno, mia rosa, verrà giorno
che gli uomini si guarderanno l’un l’altro
fraternamente
con i tuoi occhi, amor mio,
si guarderanno con i tuoi occhi.

Nazim Hikmet

Ogni volta che ho letto questa poesia, ho visto gli occhi del mio nonno T, che oggi di molti anni fa volava via, non prima di aver barato un'ultima volta sulla sua vera età. Vorrei averlo ancora qui per parlarci ora, da adulta. Proprio ieri a lavoro ho conosciuto un signore messicano in vacanza in Italia di poco più giovane del nonno T. Mi ha raccontato di avere 21 nipoti e 2 bisnipoti e non riuscivo a trattenere le lacrime pensando alla fortuna della sua famiglia.

venerdì 21 giugno 2013

Gli orrori di Facebook (parte 2)

Se anche voi abitate nel Centro Italia, o se avete molti amici che stanno qui in zona, non perdetevi questo momento su Facebook.

Apro la mia pagina e leggo:

EARTHQUAKE (Il poliglotta)

Scossa ..sentire la sedia sotto di me che oscillava e vedere il lampadario che dondolava..la prima volta che la sento a casa mia..cemento armato non reggi piu? .. (Il genio)

terremoto ..l'ho sentito parecchio! il divano oscillava come un'altalena! (Ommammasaura!)

Riborda... Tutti fuori !!!!! (Il tamarro)

terremotooooo!!!

Macchessematto!!!!!!! (Il tamarro2)

La terra trema. (Il giornalista)

azzo che botta..e che è  (Qualche genio ha perfino risposto: "Forse era un terremoto, cosa hai sentito?!)

...terremoto?!?

Insomma, è davvero ridicolo.
E no, io naturalmente non l'ho sentito. Ero troppo impegnata a cuocermi la frittatina con gli asparagi.

giovedì 20 giugno 2013

Das Wort des Tages / La parola del giorno

La parola del giorno (Il nuovo dizionario di Tedesco a cura di Luisa Giacoma e Susanne Kolb, Seconda edizione, Zanichelli editore) è

Schreibfaulheit 

No, non è un'offesa, ma una magica parola che significa pigrezza nello scrivere.

E considerando la quantità di traduzioni e i pochissimi progressi direi che non c'era parola più adatta oggi!


lunedì 17 giugno 2013

Ci vorrebbe un'amica. O una psicologa?

Permettetemi di essere una blogger teenager per una sera!

Quando una giornata è proprio no, il compagno/convivente/coinquilino è un ingegnere che vorrei decapitare, nonostante io sostenga la pace e la non violenza e le amiche dell'anima sono disperse per il mondo, è piuttosto automatico per MaryPoppins finire da Zara e spendere 129 euro in:

a) pantaloni neri che mi fanno proprio un culo carino -> comprati pensando che piaceranno a mia mamma/nonna/zia eccetera,
b) pantaloni marroni larghi, freschi, comodi, stupendi -> comprati pensando che faranno schifo a mia mamma/nonna/zia eccetera e che quindi saranno liete di avere qualcosa di nuovo con cui stressarmi,
c) minigonna bellissima che non metterò MAI -> ho messo minigonne solo per un anno in tutta la mia vita, quando ero al massimo della mia autostima. Sono passati 9 anni. Ehm. 

Ebbene, cyberamiche e cyberamici, è ufficiale: ho un serio problema con lo shopping terapeutico.

Sì, perché non contenta sono finita anche in profumeria dove ho preso:

a) uno smalto rosso con i brillantini -> ogni volta che ho provato da sola a mettere lo smalto è finita che me lo sono tolto ancor prima di uscire di casa,
b) 2 matite per gli occhi doppie -> mi trucco in media 3 volte al mese.

Il tutto facendomi violenza ed entrando nell'orribile centro commerciale quasi in orario di chiusura, cosa che rifiuto di fare categoricamente in condizioni di stabilità psichica.

E meno male che non ero in centro, sennò sarei entrata in libreria uscendo con 10 libri. Che la libreria per me è anche peggio, perché "in cultura i soldi sono sempre spesi bene" e così giù libri su libri senza nemmeno sentirmi in colpa per aver speso i soldi che dovrebbero servirmi per comprare i lampadari o chissà cosa.

Voi cosa fate quando un giorno è stato proprio no e non c'è alcun rimedio low cost che possa aiutare?

Dai, andrò a letto pensando ai pantaloni marroni. Quelli so che li metterò.

martedì 11 giugno 2013

Gli orrori di Facebook

- Ciao a tutti, volevo chiedere se sapete come e dove rivolgersi per insegnare italiano, inglese e/o francese in Paesi come l'Austria e la Svizzera senza conoscere però il tedesco e senza che sia richiesta l'esperienza lavorativa,Grazie!
(un genio)

- Buongiorno a tutti. Sono *****, laureata in ***** . Anch'io attualmente sto seguendo i corsi del tfa di tedesco ma ho intenzione di sosenere quanto prima il ditals o il dilit (a proposito, quale dei due mi consigliereste?). Da un paio di anni lezioni private di italiano a una coppia di tedeschi che vive dalle mie parti. Il campo dell'insegamento dell'italiano come L2 mi ha da sempre affascinato. Buona giornata a tutti!!!
(lasciamo passare l'insegamento ma il dò anche nò!)

- consigli per insegnare italiano in brasile?
(come sopra ce ne sono a migliaia, cambia il paese)

- Ciao a tutti! sono laureata in lingue straniere, al momento sto facendo il tfa per prendere l'abilitazione per insegnare a scuola ma appena riesco vorrei prendere il ditals perchè quello dell'italiano L2 è un campo che mi interessa molto.
(allora fai tutto te dai! magari fa anche la traduttrice ne tempo libero!)

- Cercasi Docente Madrelingua Italiana che mi possa sostituire per sei mesi nella scuola di lingua presso cui lavoro. La persona deve essere con esperienza, motivata, responsabile ed affidabile. L’impiego è a partire dal mese di Settembre, il salario buono. Coloro che intendessero candidarsi sono pregati di partecipare alla “Settimana Italiana”(corso di lingua che si terrá In Lettonia a Kuldiga dal 12 al 21 luglio) in modo da conoscere gli studenti e la struttura. Saranno gli studenti stessi a valutare l’eventuare “vincitore”. Quindi ci sará un po’ di competizione, ma allo stesso tempo una bella esperienza per tutti.I docenti interessati potranno accedere al corso pagandone la metá cioè 230 euro (dove è incluso - l'albergo, tutti i pasti, le escursioni - così vedrete la Lettonia, le serate insieme agli studenti, le lezioni di ballo ecc.) e far vedere le loro tecniche d’insegnamento per non piú di 2-3 lezioni.
(PAGARE per essere VOTATI dagli studenti?!?)

...

lunedì 10 giugno 2013

Sorrisi strappati

Esorcizziamo questi giorni di tristezza con le avventure di MaryPoppins alla scuola dell'infanzia.

Oggi ne ho collezionate diverse in sole due ore di lezione.

Prima ora, classe di bambini superscalmanati con maestra fuggitiva che appena entro scappa (nonostante debba restare con me per ovvi motivi). Mi ritrovo, come al solito, sola con le belve (ma li adoro, lo confesso) e Peter Pan (bambino autistico bellissimo di cui sono innamorata!) che finalmente ha imparato a dire "Mi scappa la pipì" e altre frasi e che quindi vuole, giustamente, attenzione (anche perché FA INGLESE... non potete capire la gioia e la soddisfazione!).

La lezione parte con il nostro cerchio e la canzone iniziale, poi parliamo di animali e colori e poi ci spostiamo ai banchi dove guardiamo qualche video. Quindi oltre alle belve da domare c'è da controllare che nessuno si avvicini troppo al mio computer. Finalmente si siedono, cominciamo con il primo video. Si alza Peter Pan urlando: SCAPPA PIPì!!! E via, fuori dalla stanza.

Dubbio amletico: inseguire Peter Pan e controllare che sia effettivamente andato in bagno e abbandonare le belve indomite o lasciare che qualcuno raccatti Peter Pan per non smettere di sorvegliare i 15 rimasti in classe?

Opto per una rapidissima corsa (complice il potere imbambolatore dei video) per recuperare Peter Pan. Missione compiuta, torno in classe, continuiamo a cantare. Si rialza Peter Pan che ha imparato i contrari. E così apre e chiude la porta urlando "Maestraaaaa aperto! Maestraaaaa chiuso!". Una conquista così grande deve essere lodata per forza. Ma quando sento il: "Maestraaaaa, USCITO???" scatta l'allarme di MaryPoppins: "No, Peter Pan, ENTRATO!! Come in!".

Recuperato il nanetto per la seconda volta, decido di farlo prigioniero usando il mio charme e così lo bracco sulla sedia con me. Tempo un secondo, qualcuno mi tira la maglia:
- Maestra! (sniff, sniff) Io ho un pallino qui nella gola ma io non l'ho mangiato il bottone maestraaaa!
Panico. 
Inspira-espira-inspira-espira-mivedosullacronacanazionale-bambinasisstrozzanell'oradiinglese no!MaryPnonèpossibilecalmati-inspira-espira-...OK!! 

Contiamo i bottoni del grembiule. Uno, due, tre e.... ORRORE!
Manca effettivamente un bottone.

Prendo con dolcezza la belva in questione e le dico:
- Giada, NON hai mangiato il bottone vero?
- Nooooo maestraaaaa te lo giuro! Sniff, sniff, sniff!
- Allora dov'è il bottone?
- Nella mia tasca maestra guardaaaaa! 
(Sospiro di sollievo, le faccio svuotare le tasche per sicurezza)
- Allora vieni, beviamo un po' di acqua.
- Ok... - mi abbraccia tutta intimorita e beve - Ma maestra, io ce l'ho ancora il pallino qui.
- Ma ti fa male la gola?
- No maestra...
Decido che non sta per succedere niente di terribile davanti a me, e così le dico:
- Senti Giada, toccami, anche la maestra ha due pallini qui nella gola.
Le faccio toccare le ghiandole o cosa sono.
- Davvero maestra!
- Secondo me anche il tuo pallino non è niente, però quando viene a prenderti la mamma diglielo, ok?
- Ma però non viene la mamma viene la ziaaaaa! - (Disperazione, supersniff)
- E tu dillo alla zia, ok?
- Ok. Ma il pallino ce l'ho ancora.

Giada, che due giorni fa ha sniffato un bottone senza che nessuno se ne accorgesse. Sì, avete capito bene, si è messa un bottone nel naso. 

La prima ora finisce, e vado nell'altra classe dove i bambini sono decisamente più domati. Insomma, quasi il paradiso. Entro, coccole, baci, ai lav iù mestringlese, ho visto la tua macchina giù maestringlese, manestra lui è mio cugino e maestra, io pakistano! Insomma, dolcezza al massimo.

Beviamo l'acqua, thank you eccetera, anche qui canzoni, video e poi entra la bidella (so che c'è una parola migliore però non mi viene in mente, la sapete?)... 

FORZAAAAA TUTTI IN GIARDINOOOO c'è l'evacuazione!!!

Eddai un'altra volta il panico. 
TUTTI IN FILAAA! I bambini urlano, la maestra urla, la bidella urla, io vorrei scappare. Devo prendere in mano la situazione perché la povera maestra è supplente, ovvero per i bambini non vale una cippa ("Lei non è la nostra maestra!"). Riusciamo a scendere in giardino (per ultimi e con la bidella che ci ordina di segnalare che non abbiamo sentito la campanella, insomma i più loser di tutti!). Ci sediamo per terra e partono i pianti.

- Maestraaaaaaaaaaa ma io quando scendevo le scale sentivo tremare!
- Ma no, non è successo nulla oggi, era solo una PROVA. Chi lo sa cosa abbiamo fatto oggi?
- IO IO! PROVA DI EVACUAZIONE!
- E allora che abbiamo fatto?
- Siamo scappati dalla classe! 
- Per davvero o per finta? (MaryPoppins e le domande geniali)
- Peddavvero!!
- Sì, ma era per finta! :) (poveri bambini, che maestra rincoglionita, penso)
- Ma tremava! Le scale maestra tremava tutto!
- Tremava perché eravamo in tanti sulle scale...
- Maestraaaaa...
- Dimmi
- Uééééééé
- Giocate a palle, go, go!

Conclusione. Sorridere era l'ultima cosa che avrei voluto fare, ma i miei piccoli nanetti oggi mi hanno fatto bene, tanto bene, come sempre d'altronde.


venerdì 7 giugno 2013

La vita, che a volte se ne va

Ciao bellissima e dolcissima creatura.

Una chiamata, e ho saputo che non ci sei più. Non c'è più quel sorriso meraviglioso, né quella tua aria da bambina. Te ne andavi e io nemmeno lo immaginavo.
Il mio pensiero va a te, a tutto quello che hai vissuto a soli 29 anni. Al dolore, alla paura, alla speranza, alle emozioni di questi mesi. A tutto quello che hai fatto in questi anni, ai sacrifici, alle difficoltà, alle scelte. Per poi andartene così. Il mio pensiero va a chi rimane. All'uomo che hai amato tanto e che tanto ti ha amata. Penso al vuoto che gli hai lasciato, lui che ti ha aspettato per anni, in silenzio, perché tu potessi arrivare da lui al momento giusto. Penso a come eravate felici ogni volta che vi vedevo. 
Penso all'ultimo giorno insieme, l'estate scorsa. A tutte le foto che ci siamo fatte, come eravamo felici con i nostri amici.

Oggi è un giorno davvero duro. Vivere lontano dalle persone che ami è orribile, perché poi arrivano queste chiamate e tutto ti crolla addosso. Se è vero che il bene e l'amore non si cancellano con i chilometri, è altrettanto vero che per forza di cose rallenta i rapporti. Soprattutto a questa età, quando pensi di avere tutta la vita davanti per fare qualunque cosa finché una telefonata ti ricorda che non è così.

Perciò ora scriverò a tutte le amici e gli amici lontani e dirò loro che mi mancano e che li amo.
E cercherò un volo per andare a salutare la mia dolce amica.

Che poi nei tuoi occhi un po' si vedeva che non era qui che appartenevi.
Buon viaggio, sognatrice.


giovedì 6 giugno 2013

Buon compleanno, Nonno T.

Oggi sarebbe stato il tuo compleanno. Probabilmente avresti dichiarato ancora 70 anni, te che ti sei tolto due anni perfino sul lettino prima dell'intervento da cui non saresti più uscito in vita.

Caro Nonno T., sono passati tanti anni eppure sei sempre con noi.
Vorrei che tu mi guardassi ancora come facevi qui.


Buon compleanno, dovunque tu sia.


domenica 2 giugno 2013

La domenica

A MaryPoppins proprio non piace la domenica.

Non so il perché. Porto con me questa antipatia fin da quando ero bambina.
Probabilmente perché sono figlia di due pigrissimi genitori che la domenica non facevano nulla se non obbligarmi, ogni tanto, a passare un intero pomeriggio ai mercatini dell'antiquariato di varie città toscane o, ancora peggio, a fare window-shopping a Firenze.
In quei rari casi maledivo l'improvvisa vitalità (soprattutto di mio padre) e avrei preferito la solita domenica in casa a giocare a bambole, mentre mia madre (in versione isterica) urlava contro tutti perché doveva stirare e mio padre (intimorito dall'umore materno) cercava rifugio tra le sue radio o si amalgamava al divano.

Poi sono cresciuta, sono andata via da casa dei miei. Studiare a 8 ore da loro faceva sì che la domenica fosse una giornata da trascorrere in treno o la giornata delle visite familiari o, meglio ancora, la giornata del riposo tra amiche/amici. Pranzetti, coccole, giretti, tè e mare! Quanto mareeeee. Ah, che bello il mio mare triestino!

Poi sono ancora più cresciuta, sono dovuta ritornare in Toscana, mi sono ritrovata a vivere con un ingegnere che è più pigro di mio padre e mia madre messi insieme. Ed è ritornato il malumore da domenica.

Meno male che oggi c'è il sole. Come sempre, da due anni a questa parte, la domenica c'è da lavorare quanto gli altri giorni e, le rare volte in cui scampo il pranzo dagli Pseudosuocerie, c'è tempo solo per un pranzetto rapido con qualche nuovo amico.

E così ho deciso che tra un paio di orette esco e me ne vado al vecchio cinema in centro a vedermi un film.

Da sola.
Ahhhhh che pace!