Sì beh, l'altro giorno ero passata di qui dicendovi che mi sono un po' persa.
Per fronteggiare questa sensazione piuttosto spiacevole, negli ultimi due giorni ho fatto le seguenti cose (in ordine sparso):
- mi sono pre-iscritta a un master a Bologna
- ho accettato un corso privato di inglese con 5 adolescenti per tutto giugno
- mi sono pentita amaramente di aver accettato il corso con le adolescenti
- ho ricevuto conferma per una settimana di lavoro a un English Summer Camp vicino a Torino
- ho ricevuto il mio orario di settembre (sì SETTEMBRE) scoprendo che ho 4 ORE DI INGLESE al giorno con i drop out
- ho pensato, dopo aver letto l'orario di settembre, di fuggire definitivamente nelle Pampas
- ho ascoltato una conferenza meravigliosa di Claudio Magris e Mario Vargas Llosa in una straordinaria biblioteca delle Oblate di Firenze
- sono inorridita dinanzi alla pessima interprete e ho seriamente pensato di rubarle il microfono e di mettermi al suo posto (ma dedicherò un post a parte per questo evento!)
Che sono un po' iperattiva?
Squattrinata e giramondo, solare e cialtrona, una traduttrice svampita multitasking che cerca di sopravvivere, aspettando di trovare la sua casa e di capire un po' meglio cosa vuole dalla sua vita! Odio il gorgonzola e gli ipocriti. Temo l'appiattimento culturale e i piccioni.
mercoledì 4 giugno 2014
domenica 1 giugno 2014
Dove sono finita
Me lo chiedo anche io!
Dove sono finita?
Hey, Mary P. ci sei?
Sono in letargo. Ho sonno. Sono stata contagiata dai nanetti con milioni di bacilli. Ho traduzioni in arretrato nemmeno la Pavese ai tempi di gloria. O forse lei era una di quelle che scrivono a caratteri cubitali "Never miss a deadline"? Beh, sappiate che non lo scriverò mai, non fintanto che farò 15 lavori in 18 posti diversi oltre a tradurre.
Anyway, il sole splende in questa angosciante città toscana. Abbiamo votato e sì, sì, sìììììììììììììììììììììììììììì! (URLA DI GIOIA). Abbiamo mandato a casa il sindaco-imprenditore anticinesi che ha lavorato una vita intera sfruttandoli, ha delocalizzato anche la sua mamma tutto in Cina ed è indagato per bancarotta fraudolenta.
Godo.
Al suo posto -si vocifera- un amichetto del nostrano Renzi. Che dire? Qui la situazione è tragica. Quindi speriamo in un qualsiasi miglioramento.
Mi sento come dopo un lungo mese di sbornie quotidiane. Mi gira la testa. Da settembre non ho fatto che correre, ho lavorato anche il sabato e la domenica. Ora che ho meno lezioni non riesco a fare nemmeno quelle poche. Sono KO. Vi capita mai? Cosa si può fare in questi casi? C'è una soluzione legale? (Evitiamo la cocaina, ecco).
Bene, questo terribile post era solo per dire che
respiro, dunque vivo
prima o poi avrò delle nuove energie
Per adesso ALOHA.
Ma scrivete voi, che io vi leggo tanto volentieri.
Peace&Love
MaryP.
sabato 3 maggio 2014
Una scena inattesa e raccapricciante + consigli di lettura
Oggi pomeriggio ho discusso con la mia dolce metà. E l'ho lasciato in gelateria.
Per sbollire un po' ho deciso di andare a fare merenda da Fatou, la mia amica senegalese, che mi ha consolato a suon di tè e fagottini di carne macinata superpiccanti. Dopo tante chiacchiere e coccole con il suo primogenito quasi treenne (mio grande amore), sono tornata verso casa.
Dovete sapere che proprio sotto casa mia, oltre alla gelateria più buona della città, c'è anche un negozietto di vestiti a stock che -ovviamente- mi attira terribilmente. Tuttavia -e qui secondo me c'è lo zampino della mia cara blogger Cecilia che lancia le maledizioni contro lo spendere inappropriato- ogni volta che c'entro succedono cose strane per le quali mi rifiuto categoricamente di comprare.
E anche questa sera, mentre stavo per capitolare su una giacca verde militare a 29€, assisto a una scena che mi lascia interdetta. Dietro di me c'è una mamma con una bambina sugli 8 anni. La bambina vuole uscire per raggiungere il suo babbo, che deve essere fuori da qualche parte. La mamma le dice:
- Vai dal babbo allora, su!
La bambina piagnucola:
- Ma mamma, accompagnami te dal babbo...
- No, via, sennò ci metto troppo poi, il babbo è qui fuori, vai da sola!
- Mamma, e se viene lo ZINGARO E MI RAPISCE?
Non ho controllato le mie reazioni e mi sono girata sgranando gli occhi.
La mamma risponde:
- Macché zingaro ... - (sto tirando un sospiro di sollievo ma poi aggiunge guardandomi con aria fiera) - comunque ha funzionato eh?!
Ho riattaccato la giacca e sono scappata.
Mi è tornato in mente questo libro che consiglio a tutti voi di sfogliare, se non vorrete leggerlo.
Si intitola Lessico del razzismo democratico. Le parole che escludono, scritto da Giuseppe Faso ed edito da DeriveApprodi. Qui trovate una buona recensione.
Facciamo attenzione alle parole che usiamo.
Buona serata a voi!
Mary P.
lunedì 31 marzo 2014
Viaggiare, viaggiare, viaggiare sempre!
La settimana scorsa ho fatto una brevissima fuga in Scozia. Ah, che bellezza!
Per quattro giorni ho camminato come una forsennata, mangiato haggis vegetariani, incontrato un vecchio amico dell'Erasmus, scoperto che un altro amico non c'è più. I miei occhi si sono riempiti del grigio di Edinburgh e del giallo dei daffodils, sono entrata in qualche museo, ho bevuto molte birre rilassandomi nei pub, ho sognato di vivere in tre o quattro zone della città. Come succede a molti viaggiatori, mi sono sentita subito a casa. Accanto a me l'IngegnerePover'Uomo che si impegnava a non farsi investire a ogni incrocio e si perdeva continuamente.
E l'ultimo giorno, in un villaggio antico fuori dalla città, ho trovato questo...
| Duddingston Village, Edinburgh |
giovedì 13 marzo 2014
Vita da gatti
Da quando la Sfigatta è entrata in casa ho scoperto che in una prossima vita voglio essere un gatto anch'io! Un gatto di appartamento, per l'esattezza.
Sì, la Sfigatta, il cui vero nome è Lea, è stata rinvenuta in un capannone quando era piccolissima e portata al gattile. Nella mia orribile città c'è un bel gattile. Se ne occupa un'amica di famiglia e, lo dico davvero, i suoi ospiti sono trattati come dei re o delle regine. Certo, la vita in un gattile è ben diversa da quella in famiglia o in libertà, ma purtroppo in città -almeno qui- la scelta di farli vivere in libertà è molto rischiosa. Vedo gatti ai lati delle strade tutti i giorni, e non sono gatti vivi.
Beh, Lea dorme. Dorme praticamente sempre (e sì, la invidio!) e quando si sveglia viene con prepotenza a tirarti zampate in faccia, tanto per ricordarti che c'è e che sarebbe anche l'ora di mangiare/giocare/farsi coccolare.
Non so quale avvenimento l'abbia turbata così tanto, ma è terrorizzata da tutto ciò che è diverso da me e l'Ingegnere. Rumori compresi. Ma non i classici rumori forti, tutti i rumori! Povera, mi fa così tenerezza. In quei casi o scappa come un siluro e si nasconde qui:
Oppure, se è proprio vicino a me, mi guarda con i suoi occhioni verdi come se mi chiedesse "Aiutooo che succede?"
Lea non vuole assolutamente uscire. La invito sul terrazzo o nel giardinetto che abbiamo sotto casa. No way. Lei vuole stare dentro, se la porto fuori mi si abbarbica al collo e mi trafigge con i suoi artigli.
Il mio sogno di avere un gattino che mi sta accanto mentre traduco si è trasformato in realtà, solo che il gattino mi sta SOPRA.
(Un minuto di silenzio per la libreria mezza vuota che soffre di solitudine)
Infine, un tipico pranzo con gatto...
Almeno qualcuno sembra apprezzare le mie prelibatezze! :-)
mercoledì 5 marzo 2014
Mi sono persa
Stanotte ho sognato i miei migliori amici. Ora vivono 500 km da me uno, 1200 km l'altro. Eravamo in auto, credo fossimo qui in Toscana. Ero felice. Ricordo che nel sogno dovevo accompagnarli alla stazione e pensavo 'Vorrei che questo giorno non finisse mai'.
Mi sono persa. Ho sotterrato un pezzo di me da quando sono tornata. Un po' per le difficoltà, un po' per la nostalgia. Come si fa a tornare, come si fa? Qualcuno mi dia la ricetta. Non sono affetta dalla sindrome di Peter Pan che non vuole crescere, sono solo spaventata dalla frustrazione che vedo intorno a me. Non faccio altro che lavorare. E così il Pover'uomo. Torniamo a casa e siamo distrutti, non riusciamo nemmeno a finire di vedere un film. Durante la settimana ci scambieremo 10 parole. Mi guardo intorno e non vedo persone, vedo tanti piccoli robot che corrono istericamente. Chi non corre è fermo, triste. Quale esempio migliore dei miei genitori? Non voglio diventare come loro. Ho il terrore che succeda, ho il terrore di sbagliare e di svegliarmi tra molti anni rendendomi conto di averne persi tanti. E la vita è una sola, ed è così veloce...
lunedì 3 marzo 2014
Esultiamo!
Sono felice, felicissima per La Grande Bellezza, finalmente un pezzo di Italia che entra nell'eccellenza. Ho amato quel film, così come Le conseguenze dell'amore, film diversi, agrodolci, speciali. Film che vorresti vedere con i tuoi amici più cari, perché dopo c'è da discutere, che un messaggio solo non si trova, o forse non se ne dovrebbe trovare alcuno.
Come una bambina, mi emoziono tanto quando a qualcuno viene riconosciuto di essere stato bravo. Forse perché immagino il suo sudore, la sua stanchezza, chissà. Ma quando in pubblico ti viene assegnato un Oscar, io mi sento proprio come lui...
La little town Vergaio è uno dei mille posti in cui MaryP. lavora. Posso tirarmela? :-)
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