mercoledì 5 marzo 2014

Mi sono persa

Stanotte ho sognato i miei migliori amici. Ora vivono 500 km da me uno, 1200 km l'altro. Eravamo in auto, credo fossimo qui in Toscana. Ero felice. Ricordo che nel sogno dovevo accompagnarli alla stazione e pensavo 'Vorrei che questo giorno non finisse mai'.

Mi sono persa. Ho sotterrato un pezzo di me da quando sono tornata. Un po' per le difficoltà, un po' per la nostalgia. Come si fa a tornare, come si fa? Qualcuno mi dia la ricetta. Non sono affetta dalla sindrome di Peter Pan che non vuole crescere, sono solo spaventata dalla frustrazione che vedo intorno a me. Non faccio altro che lavorare. E così il Pover'uomo. Torniamo a casa e siamo distrutti, non riusciamo nemmeno a finire di vedere un film. Durante la settimana ci scambieremo 10 parole. Mi guardo intorno e non vedo persone, vedo tanti piccoli robot che corrono istericamente. Chi non corre è fermo, triste. Quale esempio migliore dei miei genitori? Non voglio diventare come loro. Ho il terrore che succeda, ho il terrore di sbagliare e di svegliarmi tra molti anni rendendomi conto di averne persi tanti. E la vita è una sola, ed è così veloce...

lunedì 3 marzo 2014

Esultiamo!

Sono felice, felicissima per La Grande Bellezza, finalmente un pezzo di Italia che entra nell'eccellenza. Ho amato quel film, così come Le conseguenze dell'amore, film diversi, agrodolci, speciali. Film che vorresti vedere con i tuoi amici più cari, perché dopo c'è da discutere, che un messaggio solo non si trova, o forse non se ne dovrebbe trovare alcuno.

Come una bambina, mi emoziono tanto quando a qualcuno viene riconosciuto di essere stato bravo. Forse perché immagino il suo sudore, la sua stanchezza, chissà. Ma quando in pubblico ti viene assegnato un Oscar, io mi sento proprio come lui... 


La little town Vergaio è uno dei mille posti in cui MaryP. lavora. Posso tirarmela? :-)


giovedì 27 febbraio 2014

Poche ore dopo...

Poche ore dopo il mio pubblico benvenuto alla fagottina, Mary Poppins si ritrovava al pronto soccorso a tentennare la suddetta bambina in modi evidentemente poco opportuni, suscitando scalpore tra i pazienti per le seguenti motivazioni riportate in ordine sparso:
a) Bambina nera con presunta madre bianca (continuavo a ripetere 'io sono la zia, i genitori sono dentro eheheh')
b) MaryPoppins dalla carnagione bianchiccia che si spacciava per zia di una bambina nera i cui genitori sono indubbiamente neri (a questo non ho fornito spiegazione)
c) Bambina neonata infagottata in sala d'attesa del pronto soccorso (non so quante persone mi si siano avvicinate per dirmi che c'era la fila prioritaria per i nanetti)
d) Fatou distrutta in INFRADITO che aspettava di capire cosa avesse, marito perso che vagava senza -ovviamente- concludere niente, MaryPoppins che viene individuata come interlocutrice da tutti quelli che, all'improvviso, scoprivano un amore incredibile per lo status dei migranti (con tanto di domande alla sottoscritta che a un certo punto ha detto 'ragazze, parlano italiano!' - ridendo, of course)
e) Fagotto affamato che urlava, urlava e urlava ancora di più
f) MaryPoppins che giurava MAI MAI E MAI sarò in grado di essere mamma

Per fortuna va tutto benone, solo una fantastica serata alla MaryP.

lunedì 24 febbraio 2014

Benvenuta R.

Esco quasi dall'anonimato per rendervi partecipi di un evento bellissimo. Finalmente due settimane fa è arrivata la figlia di Fatou e io ve la voglio presentare!

Qui la tengo in braccio in ospedale, è un batuffolo di appena 20 ore.

A presto,
MaryPoppins felice


domenica 19 gennaio 2014

L'interlingua

Tutti gli insegnanti di una qualunque lingua straniera ne sanno qualcosa.
Personalmente la trovo divertente, interessante e degna di grande rispetto. A volte sa essere anche molto poetica. 
In poche parole, l'interlingua è come si parla quando si comincia ad esprimersi in un'altra lingua. Piano piano, questa interlingua dovrebbe trasformasi fino ad avvicinarsi alla lingua standard. Naturalmente ciò presuppone una grande capacità di analisi e di studio, almeno mio avviso. O forse non ne so ancora abbastanza e mi sono persa la parte finale, comunque nella mia vita ho conosciuto poche persone la cui interlingua si fosse evoluta così tanto da rendere la propria competenza in una lingua seconda davvero vicinissima a quella di un parlante nativo.

Quindi, non so bene cosa ne pensi Selinker, ma posso dirvi che è assolutamente esilarante ascoltare l'italiano dei miei studenti, grandi e piccini. Per me è quasi una magia. Li incontro le prime volte e non dicono niente. Non capiscono neppure se chiedo "Come ti chiami?". E, nel giro di poche settimane, ecco le prime frasi. I primi testi. Le descrizioni, i racconti. 

Sì, a volte sorrido quando sento o leggo le loro frasi. Ma è perché sono felice, felice che finalmente possano parlare e parlarmi. A volte perfino orgogliosa dei loro progressi, la maggior parte dei quali non avvengono certo per merito mio.

Quest'anno insegno anche in una scuola privata, e tra gli studenti ho un ragazzo cinese di dodici anni. Lo accusano di prendere in giro i professori perché non parla e non suona il flauto. Ho fermato la coordinatrice e le ho chiesto di pensare a quante cose sappiamo di lui. Niente. Non sappiamo niente. Non sappiamo cosa gli piace fare, chi sono i suoi amici, neppure qual è il suo colore preferito. Non può dircelo. Non sa dircelo. Voi ci pensate a cosa significhi non potersi raccontare? 

Comunque ecco un paio di esempi, alcuni sono vere e proprie prodezze (anche in senso ironico, sì). Non le condivido con voi per sfottere i miei studenti, ma per farvi riflettere su quanta fatica ci sia dietro alle loro parole. Sì, un sorriso ve lo concedo.

Esercizio in classe per sviluppare la capacità di autonarrazione, 20 minuti di disegno e 20 minuti di scrittura (drammaticamente scesi a 4...)
Titolo: IL MIO GIORNO PERFETTO
- IO SONO CARCIO O FATO UN GOL CON ERIC. IO MANGIA PASTA POMODOLO. IO VADO CINEMA POI SI VADO CINA. (Fede, 7 anni, in Italia da 1. Non vuole scrivere perché ha paura di sbagliare. Sorridete ma pensate allo sforzo di un bambino che non scrive MAI pensieri propri in italiano. Secondo me è stupendo. E poi pensate, un bambino cinese che nel suo giorno perfetto mangia la pasta al pomodoro!)
- E MIO GIORNO PERFETTO VADO IN PISCINA HA NUOTARE CON BALENA MANGIA IL SCUALO (Ale, 7 anni, in Italia da 1. Come Fede)
- IO VOGLIO ANDARE A PISCINA VOGLIO GIOCARE CON ALE, E NOI BEVIAMO LA COCACOLA (Gabri, 8 anni, ha voluto scriverlo anche in cinese perché lui fa la 4. alla scuola cinese, è bravo e si gasa
- IO SONO ANDATO SULLA NAVE CON I AMICI GABRI E FEDE IO HO MANGIATO LA PASTA DI POMODORO (Leo, 8 anni. Pensate che secondo la sua maestra -stronza e razzista, scusatemi- lui non capisce nulla. Un esempio di come tutto cambi se si guarda con altri occhi)

Ma il premio va a questo:
Tutti i pensieri erano accompagnati da un disegno (prima siamo partiti dal disegno, perché riuscissero più facilmente a raccontarsi) e Ale ha fatto una piscina con se stesso in acqua... anzi, sull'acqua! Quando si è accorto di aver disegnato le gambe, e quindi di aver 'sbagliato' perché non si può camminare sull'acqua, ha voluto un altro foglio. Fede, dopo aver brontolato perché non voleva scrivere ('io non so maestra io sbaglio'), ci ha preso gusto, ha preso il disegno di Ale e ha scritto:
CELO UNA VORTA IO SI CAMINA SUL ACQUA (geniale perché ha capito come introdurre le favole, buffo per tutto il resto!)

E ora un paio di frasi del mio vicebabbo marocchino con cui ho cenato ieri sera:

A FEZ PESCE 7 EURO LA TESTA
DENTRO PER FUORI FATTO IN FORNO
IO RIMBOMBATO!




Un treno carico di ... novità!

Da dove cominciare?
Non ho distrutto altre parti del mio corpo, e il dito è ancora piuttosto dolorante ma finalmente posso mettermi delle Birkenstock chiuse e non vado più in giro in versione calzini colorati+ciabatte.

Però di novità ne ho tante.
C'è un nuovo corso di italiano per migranti cominciato ieri, ovviamente 3 ore il sabato e 3 ore la domenica.
C'è uno spazio in affitto un paio d'ore la settimana dove fare inglese con i nani.
C'è un lavoro al British Institute di *in culo al mondo* che mi pento di aver accettato ma in fondo, forse, posso aver preso la decisione giusta.
Ci sono due progetti finanziati presso una biblioteca di Firenze, che non l'avrei mai detto quando li ho presentati con un amico.
C'è l'ex capa stronza che mi fa stalking perché dobbiamo assolutamente fare cose insieme. (AH AH AH ciao bellaaaaaa)
Ho deciso che almeno un pomeriggio alla settimana devo riposarmi.
Lentamente ho ripreso a studiare. Ma non c'è più tempo di tradurre.

Ci sono tante domande e ben poche risposte. C'è una Sfigatta che dorme sulle mie gambe e che mi sveglia a zampate in faccia ogni mattina. C'è un giro all'Ikea, e la voglia di una casa colorata. Nostalgia per gli amici, qualche preoccupazione. Ci sono un babbo disoccupato da troppo e una mamma adolescente che va contromano in rotonda. 

Ma sono fiduciosa, tutto andrà bene!
Lo dice anche l'oroscopo, questo è l'anno della Vergine.
Ma sì dai, crediamoci :-)

giovedì 2 gennaio 2014

2013: ti esorcizzo!

31 dicembre. Tutti ci apprestiamo ai festeggiamenti. A casa di Mary Poppins si pensa al pranzo e poi via in piazza dall'aperitivo in poi.

Ma siamo pur sempre a casa di Mary Poppins. Non è una casa normale. Suona il telefono. Sono i Cuginetti, genitori della Mininipote (che nel frattempo ha nove mesi e cammina!), sempre i poveracci di quel post sulla mia famiglia, insomma. Bene, il nostro programma prevede abbandono della Minipote a nonna+bisnonna e partenza per Firenze. Non che la serata in compagnia di Max Pezzali mi esalti più di tanto, ma io sono una casinista e adoro le feste in piazza. Naturalmente prevediamo fiumi di alcool, ore piccole, insomma le intenzioni sono serissime. Ma la nonna decide che la Minipote deve stare con i suoi genitori. E quindi, in un nanosecondo, quella che doveva essere una serata yeah è diventata quasi pacco. Dai, il 31 dicembre con una novemesenne iperattiva. Con tutto l'amore di zia che ho nel cuore, però... anche no!

Mi appropinquo comunque ad andare alla Coop (sì, il 31 dicembre e sì, da suicidio) e faccio la spesa con la Cuginetta. Torno a casa e mi attende un programma serratissimo: pranzo - pulizie - cenone. Non sono pronta. Comincio a fare 28 cose allo stesso tempo e ad un tratto sento
SPATABUMBUMBUMBUMBUAAAAAAA
E mi ritrovo per terra, mentre urlo disperata e la Sfigatta e il Pover'Uomo mi guardano increduli.

Mi sono sfracellata una pirofila di vetro infrangibile sul III dito del piede. Che si è fratturato.

Ora sono a casa, malata, con un dito violaceoblu. Non posso camminare, non posso fare nulla e, soprattutto, sono costretta ad uscire in calzini e ciabattina Birkenstock.

Buon anno a tutti!
:-)